Il Giardino di Legno a Jakarta: Bhumi tra artigianato e design in occasione del SaloneSatellite

Il Giardino di Legno a Jakarta: Bhumi tra artigianato e design in occasione del SaloneSatellite

Una falegnameria d’altri tempi per raccontare Bhumi 

Dal 18 al 27 settembre 2026 Jakarta è diventata uno dei punti di incontro del design internazionale con Indonesia Design Week, il festival diffuso dedicato al progetto, alla cultura del fare e alle nuove connessioni tra creatività, industria e territorio.

Tra gli appuntamenti centrali dell’edizione 2026, l’Indonesia Design District PIK2 ha accolto per la prima volta in Indonesia la SaloneSatellite Permanent Collection Exhibition 1998–2026, selezione della Collezione Permanente del SaloneSatellite. L’esposizione, inaugurata durante Indonesia Design Week e visitabile al Townhall dell’Indonesia Design District fino al 18 ottobre, ha portato a Jakarta 55 oggetti scelti tra i 415 conservati nella Collezione Permanente, raccontando quasi trent’anni di incontri tra giovani designer, aziende e cultura del progetto.

Dopo Hong Kong nel 2024 e il Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka, Jakarta ha segnato inoltre l’inizio di una nuova fase del percorso internazionale del Salone del Mobile.Milano.

È in questo contesto che Il Giardino di Legno ha scelto di raccontare il design partendo non dall’oggetto finito, ma dal modo in cui nasce.

Una falegnameria all’ingresso della mostra

All’ingresso della SaloneSatellite Permanent Collection Exhibition abbiamo ricreato una falegnameria d’altri tempi, riportando per alcuni giorni il processo di produzione del mobile alla sua dimensione più essenziale: legno, utensili manuali, esperienza e tempo.

Al centro della lavorazione, la sedia Bhumi, disegnata da Hendro Hadinata per Il Giardino di Legno.

I nostri artigiani hanno realizzato la sedia partendo dai suoi elementi in teak e utilizzando metodi di lavorazione volutamente tradizionali, riducendo al minimo l’intervento delle tecnologie che caratterizzano normalmente una produzione contemporanea.

L’obiettivo non era simulare un laboratorio del passato, ma rendere visibili competenze che ancora oggi costituiscono una parte importante del nostro modo di lavorare.

Dalla realizzazione manuale dei tenoni utilizzati per l’assemblaggio, alla messa a punto degli incastri, fino alla levigatura e alle successive fasi di lavorazione, la costruzione di Bhumi ha permesso ai visitatori di osservare gesti che normalmente rimangono nascosti una volta terminato il prodotto.

Il processo si è concluso con la realizzazione dell’intaglio decorativo eseguito completamente a mano, elemento che caratterizza questa particolare versione della sedia e la trasforma da prodotto di collezione in un pezzo unico.

Craftsmanship + Innovation

La scelta di riportare una falegnameria tradizionale all’interno di Indonesia Design Week non è stata casuale.

Il tema scelto per SaloneSatellite 2026, “Craftsmanship + Innovation – Skilled Craftsmanship + Innovation”, ha infatti riportato al centro del dibattito il valore del sapere artigianale nel design contemporaneo: non come recupero nostalgico del passato, ma come patrimonio di conoscenze capace di contribuire all’innovazione e di offrire nuove possibilità alle generazioni di designer cresciute nell’era digitale.

È un approccio nel quale Il Giardino di Legno si riconosce profondamente.

L’azienda sviluppa e produce i propri arredi attraverso una struttura produttiva articolata tra Italia e Indonesia, integrando progettazione, sviluppo tecnico, tecnologie produttive contemporanee e competenze artigianali.

La produzione moderna richiede precisione, controllo, ripetibilità e capacità di gestire le quantità e la complessità dei progetti contract. Allo stesso tempo, la conoscenza diretta dei materiali e la permanenza di lavorazioni manuali specialistiche permettono di affrontare dettagli, personalizzazioni e soluzioni bespoke difficilmente ottenibili attraverso la sola standardizzazione industriale.

La falegnameria realizzata a Jakarta ha voluto rendere visibile proprio questa seconda componente.

Non perché oggi produciamo gli arredi nello stesso modo in cui venivano costruiti decenni fa, ma perché sapere come realizzare un mobile a mano significa conoscere davvero ciò che avviene quando il materiale viene lavorato.

Significa capire un incastro prima ancora di programmarne la lavorazione su una macchina. Significa conoscere il comportamento del legno, riconoscerne le differenze e sapere fino a dove può essere portato un dettaglio.

Ed è spesso proprio questa conoscenza a rendere possibile l’innovazione.

Bhumi: materia, costruzione e proporzione

Bhumi, che significa “terra”, nasce da una ricerca sul rapporto diretto con la materia.

Disegnata dal designer indonesiano Hendro Hadinata, la collezione valorizza il teak attraverso forme essenziali, geometrie equilibrate e una costruzione nella quale gli elementi strutturali rimangono leggibili.

Il legno non è semplicemente il materiale utilizzato per costruire l’arredo: diventa il centro stesso del progetto.

Gli incastri a vista e la chiarezza delle geometrie permettono di leggere il modo in cui il prodotto è costruito e rendono Bhumi particolarmente adatta a raccontare il tema scelto per l’installazione di Jakarta.

Il collegamento con la SaloneSatellite Permanent Collection era ancora più significativo perché tra i progetti selezionati per la mostra figurava anche la Plank Chair di Studio Hendro Hadinata, sviluppata con il brand indonesiano EVERY Collections: un progetto che, nelle parole del Salone del Mobile.Milano, con l’arrivo della mostra a Jakarta tornava simbolicamente “a casa”.

La presenza di Bhumi all’ingresso dell’esposizione ha così creato un ulteriore dialogo tra il percorso del designer, la cultura produttiva indonesiana e una nuova collaborazione con Il Giardino di Legno.

Dal sapere manuale al bespoke contemporaneo

La versione di Bhumi realizzata durante Indonesia Design Week dimostra anche come una collezione possa diventare il punto di partenza per qualcosa di unico.

L’intaglio eseguito a mano non modifica l’identità originaria della sedia, ma introduce un nuovo livello di personalizzazione. È lo stesso principio che applichiamo quotidianamente nei progetti contract e bespoke: partire da una struttura, da un materiale o da un prodotto esistente e lavorare sui dettagli per adattarlo all’identità di uno specifico progetto.

Intaglio, intreccio, finiture speciali e lavorazioni manuali diventano così strumenti contemporanei di personalizzazione.

Artigianato e industria non rappresentano per noi due mondi contrapposti. Sono piuttosto due competenze complementari.

Da un lato, progettazione, engineering e tecnologie produttive permettono di garantire prestazioni, precisione e continuità; dall’altro, il sapere manuale amplia le possibilità del progetto e consente di intervenire laddove la standardizzazione non è sufficiente.

Rendere visibile ciò che normalmente non si vede

Con la falegnameria temporanea di Jakarta abbiamo voluto mostrare soprattutto questo.

Dietro un mobile finito esistono passaggi che quasi sempre scompaiono alla vista: la scelta della materia, la preparazione di ogni elemento, la precisione necessaria per realizzare un incastro, la sensibilità con cui un artigiano accompagna un utensile nel legno.

Per alcuni giorni questi gesti sono tornati al centro della scena.

In un evento dedicato al futuro del design, abbiamo scelto di farlo guardando anche alle competenze del passato, non per riprodurlo, ma per ricordare che innovazione e cultura del fare possono continuare a evolvere insieme.

Bhumi è diventata così non soltanto una sedia, ma il racconto di un processo: dal teak al progetto, dal progetto alla costruzione, dalla produzione contemporanea al gesto della mano.

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